Blasfemodonti

by Gradisca (nome temporaneo)

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  • Compact Disc (CD)

    Il disco si presenta con un digipack molto particolare ed in linea con l'artwork, con l'apertura mediante sigillo di ceralacca ed all'interno i testi in corsivo.

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about

Testi e musiche dei Gradisca (nome temporaneo), eccetto Signora Luna, riarrangiamento del brano di Vinicio Capossela.

credits

released November 30, 2016

Mi permetto di scrivere io, in prima persona, i ringraziamenti alle persone che hanno collaborato con noi nel disco e non solo. Se non altro perché gli altri membri di questo gruppo (campioni olimpionici plurimedagliati di pigrizia) non l'avrebbero mai fatto.
E così mi sento di abbracciare e riverire Leda Fumagalli (Paola Ronci, voce femminile nel disco), Tamara Doná (Silvia), Tecla Minicucci (Noemi Bisegna, cura grafica del disco), Alfonsina Puzzilio (Giulia), Duílio Tóllo e Omero Capodacqua (Dario e Alfredo dell'Underground Studio's), Vinicia Peperlizia (Cristina), Corinna Podda e Otello Fortini (Simona e Alessandro, autori della foto su disco), Sistino Maciulli (Fasciani), Alfonso Marani (Luchetto). Senza di voi non avremmo realizzato tutto ciò. Vi siamo debitori.
Registrato in presa diretta. Diffondetelo come volete. Alla prossima!

Pierluigi Aleksandrovic

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about

Gradisca (nome temporaneo) Capistrello, Italy

La formazione attuale dei Gradisca (nome temporaneo) calca i palchi da ormai tre anni, durante i quali son stati partoriti i brani che sono andati poi a comporre Blasfemodonti, album dalle varie venature (dal rock al cantautorato, dal folk al pop).
Motore principale del mastodonticamente utopistico progetto dei cinque ragazzi di Capistrello è un folcloristico senso di appartenenza abruzzese. Fine.
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Track Name: Come in Al Capone
Sfrecciano le macchine, vengon su le fabbriche, che sputan fumo nero sulla città.
Soffiano le valvole, danzano le bambole strette nei tailleurs e nei foulards.
Come in, Al Capone!

Sopra i ponti e i grattacieli le tribù degli indiani riempiono i polmoni di aria libera
dai vapori dei cantieri, dallo smog e dai pensieri che ingrigiscono le vie della città.
Come in, Al Capone!

Il transatlantico subalpino insegue la fiamma di libertà,
il barcone fradicio subsahariano promette la vita e si spezza a metà.
Come in... come and destroy me, come and destroy me....come in, come and destroy me!

Sfrecciano le macchine, vengon su le fabbriche, che sputan fumo nero sulla città.
Soffiano le valvole, danzano le bambole sopra un ritmo swing che fa...

Obbligate a vivere nelle strade buie che partoriscon rabbia e criminalità.
Sulle strade lucide, prostitute viscide svuotan ventri sazi di moralità.
Come in, Al Capone!

Il transatlantico subalpino s'inchina alla fiamma di libertà,
il barcone fradicio subsahariano promette la vita e si spezza a metà.
Come in... come and destroy me, come and destroy me... come in, come and destroy me!
Track Name: Signorina Mogadiscio
Guardo il magrebino di ritorno dalla strada di Maracaibo.
Guardo il magrebino di ritorno dalla strada di Maracaibo.
Guardo l'indiano che allaga tutto il piano, ma perché?
C'è che ha nostalgia delle alluvioni che han distrutto Saint-Tropez.
Maracaibo! Maracaibo!

Il cane feudatario del padrone miliardario ha bevuto l'assenzio
ed ora di nascosto dai vassalli lascia i gatti passare in silenzio.
Guardo l'indiano che passeggia con gli occhiali e con le meches,
forse ha nostalgia delle alluvioni che han distrutto il Bangladesh.
Maracaibo! Maracaibo!

Il sole è medicina per la scienza di ogni anima che è in pena, se non fosse che durante la giornata c'è la notte che lo frena.
Guardo l'indiano sull'attenti mentre c'è l'alzabandiera,
forse è ancora sveglio per il curry che ha tirato ieri sera.
Maracaibo! Maracaibo!

Maracaibo! Maracaibo!

Guardo il magrebino di ritorno dalla strada di Maracaibo.
Mare forza nove... fuggire, sì, ma dove?
A Maracaibo!

Maracaibo! Maracaibo!
Maracaibo! Maracaibo!
Track Name: Wendy
Il velo nero sopra il cielo ha spento anche il bianco dei tuoi fianchi,
e mi prende nostalgia.
Giocavamo a innamorarci tra i campi di cotone dell'Ohio e del suo sole,
ma il sole non è niente, tu non ci sei più,
Wendy.

Cosa ne sapevo io che un giorno ti saresti anche scordata delle corse in mezzo ai prati?
E mi prende nostalgia.
Giocavamo a innamorarci dell'Ohio e del suo sole,
ma il sole non è niente, te ne sei andata,
Wendy.

Wendy, you wanna try? Wendy, you wanna try? Wendy, you wanna try?
So come back, Wendy!

E ora l'ego m'ha tolto l'appetito e il magico è svanito,
ora che nulla rimane che mi giustifichi a restare.
Come massi dalle valli scendevan giù i bisonti
e i fiori erano belli sulle tue labbra,
Wendy.

Wendy, you wanna try? Wendy, you wanna try? Wendy, you wanna try?
So come back, Wendy!
Track Name: La picchierò
Stanotte la mia donna non ha cucinato niente per me, che sono suo marito.
Stanotte la mia donna non ha cucinato e forse m'ha tradito.
La picchierò, non appena mette piede dentro casa io la colpirò,
deve capire che un uomo prima di dormire vuole far l'amore.
La picchierò, perché voglio far l'amore.

E sopra lo sportello del congelatore rotto c'è un messaggio sgrammaticato,
su un foglio bagnato da lacrime del suo pianto... o forse c'ha sputato, ma
la picchierò, non appena mette piede dentro casa io la colpirò.
deve capire che porto io la grana a casa e voglio comandare un po'.
La picchierò, perché voglio comandare un po'.

La picchierò, non appena mette piede dentro casa io la colpirò,
deve capire che un uomo prima di dormire vuole far l'amore.
La picchierò, perché voglio far l'amore e lei no!

E allora sai che faccio? Ne approfitto se tu non ci sei e chiamerò Michela
L'amore è una voliera che sa di libertà, ma è pur sempre una galera.

E scapperò, non appena tu mi lasci per andare dal tuo amante andrò per praterie, toccando ogni satellite che sfiora il nostro amore.
Ti ammazzerò!
Lo giuro sopra il nostro amore, un giorno io ti ammazzerò!
Ti ammazzerò!
Track Name: Fugonirica
Ricordo bene, non misi la sveglia,
mi tolsi dalla tasca il portafogli e via sul letto per un sonno breve, ero nervoso per restare sveglio.
Tutto era avvolto da un silenzio strano, zero schiamazzi dal piano di sotto,
non abbaiava il cane né il vicino, e tutto aveva l'aria di un complotto.

Un forte sonno mi distese il viso, mi intorbidì la mente e la ragione,
mi ritrovai a cavallo col sorriso verso un'ignota destinazione.
La luce fioca del primo mattino si divertiva ad incendiar la brina,
avevo un sogno da pianificare ed un angelo custode nella fondina.

Dell'altra vita solo conservavo lo strano senso di appartenenza,
e nel sogno mi esprimevo in un dialetto slavo, ma i natali me li diedi in terra di Provenza.
Nei successi con le donne non c'eran rivali, sarà stato il mio carisma o per la mia energia,
si diceva che nei letti coniugali di fittizi mal di testa ci fu epidemia.

Ma nei sogni non si può peccare, non si temono le fiamme dell'inferno,
non c'è pena che spaventi il vincolo morale, non bisogna fare i conti con il Padreterno.
Lo tenni in mente quando uccisi un uomo, due colpi gli tolsero il fiato,
sarebbe stato un semplice risveglio a dare assoluzione ad ogni mio peccato.

Mi circondan d' improvviso uomini e donne senza viso, ombre nere.
I colori lascian posto a crateri sulla terra colore inchiostro,
una corona di avvoltoi a cingere le frane di pietre che han la forma di teschi disumani.

E adesso corro, non so come fare,
dall'altra vita son così distante, ho ucciso un uomo tanto per giocare e ora sono latitante.
Adesso corro, non so dove andare,
ho fatto un sogno che non ha ritorno e non c'è tuono, non c'è temporale o campana che mi spezzi il sonno.
E mi nascondo tra i cespugli stretti di questi prati senza consistenza
e temo che neanche questo buio riesca a palesare bene la mia assenza.
Recito una parte, ma il ruolo bene ancora non lo afferro,
mi resta un demone nella fondina, ma fino al mio risveglio non ho un alibi di ferro.
Track Name: Quattro accordi
T'ho scoperta stamattina che coprivi le tue occhiaie di tristezza con uno scadente fondotinta di felicità.
Sullo specchio che io ho rotto, mille volti, qual è il tuo?
Sembri un angelo ed un mostro che spaventerebbe il buio.

La notte ripongo i miei problemi tra i fili lisci dei tuoi capelli,
so che li nascondi bene, so che li ritroverò.
Per questo stanotte sul tuo corpo ho scritto una poesia coi lividi,
per cancellarti dallo sguardo il freddo pianto dei brividi.

Ma è splendido! È splendido! È splendido così!

Non capisco ancora il nesso tra tristezza e vitalità, ma sto bene con me stesso solamente nell'aldilà.
Qui non c'è gusto nel vivere giusto, stare bene mi dà noia,
preferisco il trambusto, l'alito tetro del boia.

Ma è splendido! È splendido! È splendido così!

E capisco il tuo imbarazzo quando scopri che non sei l'unica per cui impazzisco, e che per te non morirei.
Ma son vile, e in quanto tale mi giustifica l'idea che io rispondo al mio animale, e non di certo al galateo!
Track Name: Valentina
Non è che il mare di Pescara ispiri molta fantasia,
ma tu di fronte e lui di lato un cocktail fatto di magia.
Non è che la tua mente straripasse d'eloquenza,
ma le erezioni nel mio corpo non badano all'intelligenza.
Giornata nera per gli ormoni, né tempeste, né alluvioni,
ma un sole che prosciuga tutte le emozioni.

E, reduce da una sconfitta, le negazioni fanno male,
già rassegnato, mi cullavo tra l'angoscia ed il dolore.
Ti avvicinasti dolcemente, abbigliamento tanga e velo,
cattiva manna scesa da un profano ma lodato cielo.
Ti avvicinasti dolcemente e, con il fare di chi mente,
riaccendesti le mie zone allora spente.

E fu sudore caldo e fuoco, e fu raggiunto ogni mio scopo.
nascosti a un lato i sentimenti travolti da quei movimenti.
C'era il sole e c'era il mare e c'eri tu sopra il mio cuore,
e ti avrei detto non mangiare, parlando di massa reale.
Ma quando in ballo c'è la mente, no, non c'è peso più pesante
per questo corpo neanche troppo resistente.
E vidi quattro o cinque volte l'orizzonte di quel mare
arrampicarsi sopra il sole e piano farlo sprofondare.
Quei momenti in cui la carne sembrava fatta di cartone
e i sensi, stanchi di reagire, lasciavan spazio alla ragione.

Mi domandavo se ascoltavi il canto di quel bel paesaggio
e se nella tua ignoranza c'era un lato saggio.
E lo cercavo senza sosta, almeno per giustificare
i sentimenti che per te andavo a provare.

Ma. Valentina, tu eri bella e questo è l'unico motivo,
mi sforzavo a non capir quel che capivo.
Che poi, vivendo dentro al buio,
basta vedere una candela per giudicarla luce grande, forte e vera.
Spero soltanto, Valentina, che un po' di affetto ancora l'hai
per questo stronzo che scandisce le sue sere a fabbricar malinconia,
come quest'oggi che oramai
si è perso dietro a quattro rime e al tuo sedere.